Posted on

RACCOMANDAZIONI PER FILMARE IN SUPER8

Di seguito trovate alcune raccomandazioni per filmare in super8. Vi consigliamo di leggerle prima di iniziare le riprese di un progetto in super8.

Per filmare in super8 evitando sprechi di pellicola, tempo e lavoro:

  1. FILMATE SEMPRE UNA BOBINA DI PROVA prima di iniziare le riprese. Essa vi darà una prova del funzionamento o meno della vostra cinepresa, della qualità del trascinamento della pellicola, dell’attendibilità o meno del vostro esposimetro o di quello della camera, della vostra capacità di messa a fuoco, della vostra tecnica, oltre a darvi un’idea di quello che avete intenzione di fare. Se inoltre intendete usare filtri speciali o effetti particolari di slowmotion o fastmotion nel vostro film, includeteli nel test.
  2. USATE SEMPRE BATTERIE NUOVE per evitare malfunzionamenti inaspettati della camera e sprechi di pellicola e lavoro.
  3. PULITE IL FILM-GATE della camera ogni volta che cambiate cartuccia
  4. SETTATE LE DIOTTRIE DELLA CINEPRESA (vedi https://passoridotto.org/la-messa-a-fuoco-nelle-cineprese-super8/ ) e controllate spesso che siano rimaste inalterate.
  5. ABBIATE SEMPRE A DISPOSIZIONE UNA CINEPRESA DI RISERVA

Potete trovare altre informazioni utili e altre raccomandazioni per filmare in super8 nella pagina di filmlabs.org dedicata alla ripresa: http://www.filmlabs.org/index.php/infos-techniques/tournage/

Posted on

COME SCEGLIERE UNA CINEPRESA SUPER8

Di seguito, alcune informazioni utili per scegliere una cinepresa super8.

Il super8 è stato introdotto in commercio nel 1965. L’ultima generazione di camere super8 prodotte risale all’inizio degli anni ’80 . Oggi che il super8 non è più un formato di uso di massa, esiste in commercio un’enorme quantità di cineprese di seconda mano. Camere di ottima qualità possono essere acquistate a prezzi molto molto bassi. Il nostro consiglio è quindi quello di acquistare una camera di buona qualità… oppure di acquistarne diverse e trovare quella che più ci piace.

Alla fine della pagina potete trovare una lista delle migliori cineprese da cercare. Potete dare un occhio alla Super8 Wiki list of cameras per comparare le loro funzioni.

Qua di seguito alcune delle funzioni che possono fare la differenza fra una cinepresa ed un’altra:

Velocità di ripresa (fotogrammi al secondo): Tutte le cineprese super8 possono riprendere a 18fps. A questa velocità 10 metri di film dureranno circa 2 minuti. L’altra opzione comune è quella dei 24 fps, a questa velocità 10 metri di film dureranno 1 minuto e 40 secondi (indichiamo come esempio i 10 metri perchè sono quelli contenuti nelle cartucce da noi caricate, per cartucce standard da 15 metri potete voi fare il calcolo). Tutti i proiettori possono girare a 18fps mentre 24 fps è la velocità dei film sonori. Al contrario 18fps era la velocità standard per il film super8 muto. Inoltre più bassa è la velocità di ripresa, più lungo sarà il tempo di esposizione e più luce colpirà il fotogramma. Questo da una parte rende i 18 fps più indicati dei 24 per le riprese in condizioni di scarsa luminosità, ma allo stesso tempo incide sulla nitidezza delle immagini che risulteranno leggermente più mosse, motivo per il quale la velocità di 24fps è considerata più professionale. Oltre a queste due velocità, alcune camere permettono di settare diverse velocità di ripresa (di solito da 9 a 54 fps). Qualsiasi velocità di ripresa inferiore alla velocità di proiezione risulterà in un fastmotion. Qualsiasi velocità di ripresa superiore alla velocità di proiezione risulterà in un effetto di slowmotion. Alcune camere portano anche un bottone segnato con 54 per attivare e disattivare immediatamente lo slowmotion durante le riprese a velocità normale. Molte camere permettono l’esposizione di un singolo fotogramma per volta (come una foto). Questo si può fare impostando la velocità della ripresa su 1 oppure utizzando un flessibite attaccato al bottone di messa in moto della cinepresa. Il fotogramma singolo può essere utile per riprese in time-lapse oppure per l’animazione.

BATTERIE: La maggior parte delle cineprese super8 utilizza normali batterie stilo AA da 1,5 volt: spesso 6, qualche volta 4, raramente 2. Uno dei limiti più grandi delle cineprese Beaulieu, al contrario, è che erano pensate per funzionare con delle batterie ricaricabili specifiche di produzione Beaulieu. Oggi queste batterie non funzionano più ed è molto costoso farle rigenerare; queste cineprese possono però essere alimentate con dei pacchi batteria esterni. Molte cineprese più vecchie portano delle batterie separate per l’esposimetro: comunemente delle batterie al mercurio da 1,35 volt. – le PX625. Ad oggi queste batterie non sono più in commercio ma esistono delle batterie sostitutive zinco-aria (prodotte da Weincell) – ma soltanto negozi specializzati le vendono.

Sistema di messa a fuoco: un’area al centro del mirino, di solito un cerchio. I due tipi più comuni sono quello dello “split image” e quello a microprismi. Questi sistemi possono essere anche completamente assenti in alcune camere. Il miglior sistema per la messa a fuoco è quello con il vetro smerigliato che, comune nelle fotocamere 35mm, per il super8 è presente solo nelle cineprese Beaulieu. (vedi anche: https://passoridotto.org/la-messa-a-fuoco-nelle-cineprese-super8/ )

ESPOSIZIONE:La cartuccia super8 ha nella parte frontale delle tacche che schiacciano una leva all’interno della camera – questo imposta la lettura della sensibilità della pellicola da parte dell’esposimetro della camera cosicché la camera sa di quanta luce la pellicola ha bisogno. Le cineprese di miglior qualità possono leggere tutte le sensibilità possibili mentre quelle di livello più basso di solito possono leggere soltanto i 40 e i 160 ASA. Data la varietà di film oggi in commercio, vale la pena comprare una camera che possa riconoscere molte e differenti sensibilità. Soltanto in alcune camere di buona qualità (Beaulieu e Leicina) la sensibilità della pellicola viene settata manualmente dall’operatore.

OTTICHE:
La maggior parte delle cineprese super8 montano un ottica fissa che non può essere sostituita a parte alcune eccezioni (Beaulieu, Leicina) che hanno ottiche intercambiabili. Sull’anello frontale della lente solitamente sono indicati in numeri l’apertura di diaframma massima e la lunghezza focale dell’obbiettivo ( per es. 1:1.8 / 10-30 mm). Alcune delle cineprese di qualità inferiore montano un obbiettivo a lunghezza focale fissa ma la maggior parte delle cineprese monta obbiettivi zoom in cui la lunghezza focale può essere variata. L’ampiezza dello zoom indica la differenza fra la lunghezza focale minima e quella massima (nell’eseempio precedente 10-30 mm). Di solito lo zoom può essere modificato manualmente ruotando uno degli anelli dell’obbiettivo (solitamente quello alla base dell’obbiettivo vicino al corpo della camera). Spesso l’anello dello zoom porta una piccola leva per rendere la rotazione più facile e morbida. Alcuni modelli hanno dei bottoni separati o una rotella su un lato della camera che aggiusta elettricamente lo zoom. L’anello della messa a fuoco di solito si trova sulla parte anteriore dell’obbiettivo e di solito porta segnate le distanze di messa a fuoco (in metri ed in piedi), a partire dalla distanza di messa a fuoco più piccola fino al simbolo dell’infinito.

MACRO: La macro di solito si trova sull’obbiettivo e permette di mettere a fuoco oggetti a distanza molto ravvicinata. Nella maggior parte dei casi la macro è possibile soltanto alle più piccole distanze focali dello zoom (in grandangolo). Soltanto alcune camere permettono l’uso della macro su tutte le distanze focali dello zoom. Alcune camere usano invece delle lenti aggiuntive da montare sull’obbiettivo per riprese in macro (Zenith Quarz).

ESPOSIZIONE AUTOMATICA E MANUALE: La maggior parte delle cineprese super8 hanno un esposimetro interno capace di settare in automatico l’apertura di diaframma necessaria per una data scena inquadrata. Di solito il range di diaframmi a disposizione va da F1.8 a F22. Alcune camere hanno un angolo di otturazione di 222 gradi invece che 180 cosa che fa sì che una maggiore quantità di luce raggiunga il fotogramma – queste camere hanno le lettere XL (extralight) nel nome del modello. Di solito i valori di esposizione sono mostrati all’interno dell’oculare su una striscia con un ago che si muove sui diversi valori di esposizione (le aree in rosso a sinistra e a destra della striscia indicano il rischio che la pellicola venga sovra- o sotto-esposta). Alcune camere possono avere modi diversi di dare queste informazioni.In alcune camere l’esposizione funziona solo automaticamente. In altre camere di qualità migliore l’esposizione oltre che automaticamente può essere settata anche manualmente per via di una rotella solitamente posta sul lato della camera (sono pochissime le camere a montare la ghiera dei diaframmi sull’obbiettivo).

FILTRO DI CONVERSIONE DAYLIGHT-TUNGSTEN: La maggior parte delle pellicole a colori per il super8 erano in origine bilanciate per la luce artificiale. Per questo motivo le camere montavano al loro interno un filtro arancione 85 che doveva essere usato in caso di riprese in esterno con luce solare per evitare che i colori virassero verso il blu. Sulla maggior parte delle camere questo filtro viene inserito spostando una levetta sul lato della camera verso il simbolo del sole, viene viceversa escluso spostando la stessa levetta verso il simbolo della lampadina. Ad oggi non è più vero che tutte le pellicole sono bilanciate per la luce artificiale bisogna quindi fare attenzione se la pellicola è marcata con la lettere D (daylight – luce solare) o T (Tungsteno – luce artificiale) e comportarsi di conseguenza per l’uso del filtro. Chiaramente questo vale solo per le pellicole colore; nel caso del bianco/nero il filtro dovrà essere costantemente escluso lasciando la levetta sul simbolo della lampadina.

AUTO B: Mediante questa funzione è possibile riprendere in condizioni di scarsissima luce. L’esposimetro della camera aspetta che la quantità di luce necessaria abbia colpito il fotogramma prima di chiudere l’otturatore e passare al fotogramma seguente. Questo darà luogo nell’immagine ripresa alle caratteristiche scie delle luci delle auto in un panorama notturno per esempio.

TIME-LAPSE: Mediante questa funzione la camera esporrà i fotogrammi con lunghi intervalli di tempo fra loro: da 1 fotogramma al secondo a 1 fotogramma al minuto. E’ utile usare un treppiedi quando si intenda riprendere in questo modo per esempio il movimento delle nuvole o quello delle maree. Il risultato sarà in proiezione una forte compressione del tempo (fastmotion).

COMPENSAZIONE PER IL CONTROLUCE (Backlight Compensator): Come dice il termine è una funzione delle camere pensata per essere usata nel caso di riprese in controluce o in condizioni di grande luminosità diffusa (per esempio sulla neve). Dove si avrebbero delle siluette, pigiando il bottone della compensazione si apre il diaframma di uno stop in più dando un’esposizione corretta ai soggetti in controluce.

DISSOLVENZE (FADE): Molte camere hanno la possibilità di chiudere l’otturatore nel mentre della ripresa in modo da creare una dissolvenza al nero della scena. Nella ripresa seguente si aprirà lentamente l’otturatore in modo che la scena emerga dal nero.

DISSOLVENZE INCROCIATE e RIAVVOLGIMENTO: Si tratta di un effetto presente soltanto nelle camere di miglior livello. La camera ferma l’avvolgimento sulla bobina avvolgitrice nel corso della ripresa e chiude lentamente i diaframmi per poi riavvolgere la pellicola esposta e esporla una seconda volta partendo dai diaframmi più chiusi e aprendoli progressivamente. Si generano in questo modo dissolvenze incrociate.

ALCUNE CAMERE DI BUONA QUALITA’:

  • Leicina Special
  • Beaulieu: 2008, 4008, 5008, 6008
  • Canon 1014xls
  • Canon 814xls
  • Nikon R10 e R8
  • Braun Nizo: 481, 561, 801, 801 macro, Professional
  • Canon 518
  • Canon 514xl e xls
  • Bauer: Royale, 709XL
  • Zenith Quarz 1x8C (1x8S)
Posted on

LA MESSA A FUOCO NELLE CINEPRESE SUPER8

La messa a fuoco nelle cineprese super8 e la questione delle diottrie

Le cineprese super8 non sono come le fotocamere reflex 35mm convenzionali. In quest’ultime, quando guardiamo nell’oculare, stiamo guardando un’immagine su uno schermo di vetro smerigliato dentro la fotocamera. Questo schermo e il film sono esattamente alla stessa distanza dalla lente della camera. Questo significa che se l’immagine che vediamo sullo schermo di vetro smerigliato attraverso l’oculare è a fuoco, allora anche l’immagine sul piano della pellicola sarà a fuoco quando si apre l’otturatore.

Con le cineprese super8 la situazione non è così rosea.

Per prima cosa, le cineprese super8 utilizzano quello che in inglese viene chiamato ‘aerial image focusing’. Invece di un immagine che si appoggia su uno schermo di vetro smerigliato dentro la camera, l’immagine semplicemente fluttua nell’aria dove il vetro smerigliato sarebbe dovuto essere. Quando guardiamo attraverso l’oculare –che è esso stesso una lente di ingrandimento – il nostro occhio mette quest’immagine fluttuante a fuoco e vediamo quello che vedrà il film. Il problema è che non tutti gli occhi sono uguali. Alcuni guardando attraverso la lente dell’oculare metteranno a fuoco l’immagine aerea dove dovrebbe essere, mentre altri la metteranno a fuoco in un punto davanti oppure dietro di essa, ma non sarà un’immagine esattamente alla stessa distanza del piano del film dall’obbiettivo. Questo significa che mentre la scena di fronte alla cinepresa può sembrare a fuoco all’operatore che guarda nell’oculare, l’obbiettivo proietterà nondimeno un’immagine fuori-fuoco sul piano del film. Bum.

Per risolvere questo problema, la lente dell’oculare può essere regolata per adeguarsi agli occhi di diversi individui. Questo significa che chiunque deve regolare la lente in base al suo occhio personalmente. Questa è la regolazione delle diottrie della lente.

La regolazione si fa in modi diversi a seconda delle diverse cineprese: si può fare avvitando in dentro o svitando in fuori l’oculare oppure ruotando un anello graduato attorno all’oculare. Qualche volta esiste un sistema di blocco della regolazione che serve ad evitare che la regolazione una volta fatta possa accidentalmente cambiare.

Questi sono i passaggi per effettuare la regolazione delle diottrie:

  1. Mettere l’obbiettivo della cinepresa a fuoco infinito (la distanza focale più grande che l’obbiettivo permette).
  2. Portare la lente nella posizione di massimo tele (zoom in – quella che ingrandisce al massimo gli oggetti).
  3. Inquadrare un oggetto distante e ben illuminato  – il più distante possibile, almeno 30 metri.
  4. Guardando nell’oculare, aggiustare le diottrie finché l’immagine non è a fuoco.

A questo punto diventano di fondamentale importanza i diversi sistemi di aiuto alla messa a fuoco presenti negli oculari delle diverse camere, ma non in tutte. Il migliore è quello con lo schermo diviso (split image) proprio al centro del mirino. Le due immagini si allineano quando l’inquadratura è a fuoco. Con questo sistema è semplice fare la regolazione inquadrando e zoomando su un oggetto verticale molto distante come un campanile. L’altro è un cerchio prismatico intorno al cerchio centrale, che evidenzia le sfocature.  Soltanto quando l’oggetto zoomato al centro del quadro sarà a fuoco anche le diottrie saranno correttamente regolate. (per informazioni sui sistemi di messa a fuoco nelle cineprese super8 potete vedere: https://passoridotto.org/come-scegliere-una-cinepresa-super8/ oppure, per una lista completa delle caratteristiche delle diverse cineprese super8, http://super8wiki.com/index.php/Category:Manufacturers )

E’ molto importante controllare la regolazione delle diottrie della cinepresa regolarmente e stare molto attenti che essa non cambi accidentalmente  maneggiando la camera. Ed è importante controllarla ripetutamente durante le riprese.

ALCUNI CONSIGLI PRATICI PER LA MESSA A FUOCO

Ecco la regola empirica: quanto più l’obbiettivo è in tele, tanto più il fuoco è critico; quanto più l’obbiettivo è in grandangolo tanto meno il fuoco è critico. Se state usando l’obbiettivo ad una distanza focale di 15mm o meno, allora in genere potete non preoccuparvi tanto della messa a fuoco a meno che il soggetto non sia molto molto vicino alla cinepresa. Se non volete preoccuparvi della messa a fuoco, allora filmate in grandangolo!

Se il soggetto che state filmando è in genere molto distante – diciamo circa 20 metri – allora pure il fuoco non è un gran problema. Mettete il fuoco dell’obbiettivo su infinito e potrete zoomare dentro e fuori come vorrete e il vostro soggetto rimarrà nitido.

La zona di rischio nella messa a fuoco è quando volete zoomare un po’ su un soggetto ed il vostro soggetto è a media distanza (diciamo 10 metri) o meno dalla cinepresa. Questa è la situazione in cui dovete fare più attenzione. Queste sono un po’ di cose da fare per evitare rischi:

  1. Se possibile, prima di filmare, zoomate completamente sul vostro soggetto e mettetelo a fuoco accuratamente, poi tornate indietro con lo zoom fino al quadro che desiderate per la ripresa. ‘Zoomare e mettere a fuoco’ è una tecnica standard nel cinema e la migliore per ottenere un’immagine nitida. Allora anche se zoomerete sul soggetto durante la ripresa, esso rimarrà a fuoco.
  2. Fidatevi sempre più delle indicazioni in metri sulla ghiera della messa a fuoco dell’obbiettivo che dell’immagine che vedete nel mirino oculare. Se possibile misurate con un metro la distanza del soggetto. La maggior parte delle camere hanno un simbolo che indica il piano di scorrimento del film, un cerchio con una linea verticale al centro. Misurate la distanza fra il soggetto a questo simbolo sulla camera, e impostate il fuoco dell’obbiettivo su quella distanza – sarà senz’altro giusta! In situazioni meno critiche, potete anche calcolare questa distanza ad occhio ed impostare la messa a fuoco così, a patto che non abbiate intenzione di zoomare troppo durante la ripresa.

E se avete bisogno di una ripresa difficile da mettere a fuoco ma di estrema importanza per la riuscita del vostro film, allora fate più di una ripresa con impostazioni di fuoco diverse. Inoltre, solo per precauzione, fatene anche una ripresa con quadro leggermente più ampio se potete, così solo per essere sicuri.

Posted on

TRASFERIMENTO DA FILM A VIDEO

I diversi metodi di trasferimento da film a video (TV) dell’immagine cinematografica possono essere suddivisi in tre grandi categorie: trasferimenti in tempo reale, trasferimenti fotogramma-per- fotogramma (frame-by-frame) e trasferimenti ad avanzamento continuo (flying spot scan).

TRASFERIMENTI IN TEMPO REALE

per TRASFERIMENTI IN TEMPO REALE si intendono tutti quei meccanismi che implicano una ripresa video della pellicola nel mentre questa viene trascinata da un apparato a trasporto intermittente quale può essere quello di un proiettore cinematografico. Esistono anche delle macchine appositamente progettate che riproducono il funzionamento di un proiettore ma presentano al posto dell’obbiettivo una camera video. Ora la non sincronizzazione della videocamera con il proiettore o comunque con il meccanismo di avanzamento della pellicola ha diverse conseguenze negative sull’immagine trasferita:

  1. l’intermittenza dell’immagine in movimento (flicker)
  2. una maggiore luminosità al centro dell’immagine rispetto ai bordi
  3. un’addolcimento e sbiadimento del cotrasto originale dell’immagine

Per altro tutti questi difetti, in aggiunta alle aberrazioni che il doppio sistema ottico di queste macchine può produrre, possono rendere il montaggio digitale del filmato molto complesso.

ALCUNI CONSIGLI PER LA RIPRESA VIDEO DIY DELLA PROIEZIONE (off the wall):

  1. fate il quadro di proiezione quanto più piccolo possibile, il più piccolo che la vostra video-camera riesce ad inquadrare e mettere a fuoco… questo renderà minore la perdita di contrasto nel trasferimento
  2. cercate di posizionare la videocamera quanto più perpendicolare possibile al piano del quadro di proiezione, per evitare aberrazioni ottiche
  3. provate a settare la videocamera ponendo davanti al fascio di proiezione un cerchio come una ciambella di cartone: esso funzionerà da diaframma riducendo la luminosità della proiezione e aumentando così la profondità di campo dell’immagine proiettata. Questo potrà aiutarvi a mettere a fuoco l’immagine da un lato all’altro del quadro.

TRASFERIMENTI FOTOGRAMMA-PER-FOTOGRAMMA

Si tratta di un approccio relativamente nuovo al telecinema. Di fatti è una delle conseguenze dell’epoca digitale in cui viviamo e potrebbe essere definito trasferimento da film a digitale piuttosto che telecinema. Il set-up di base comprende una macchina per il trasporto del film con movimento intermittente (per esempio un proiettore), una camera digitale, un computer con appropriato software di acquisizione video e una scheda digitale per il trigger. la pellicola avanza  un fotogramma per volta ad una velocità relativamente bassa compresa fra i 3 e gli 8 fotogrammi al secondo. All’arrivo di ciascun fotogramma in posizione il software del computer viene triggerato e cattura e salva l’immagine da uno stream video che la camera gli trasmette. La pellicola avanza poi nuovamente ed un altro fotogramma viene catturato dal computer e così via. Alla fine il software converte quella che in effetti è una serie di immagini fisse di ciascun fotogramma del film in un file video digitale. Così ogni fotogramma del film originale corrisponde ad uno ed un solo fotogramma di dati digitali. Va notato che per via della bassa velocità di trascinamento della pellicola, la colonna sonora del film non può essere trasferita con questo metodo. Per essa è necessario un trasferimento in tempo reale (vedi sopra).

Il trasferimento fotogramma-per-fotogramma è ideale per film positivi (a colori e in b/n) o per negativi in b/n , mentre mostra tutti i suoi limiti nel trasferimento dei negativi a colori per i quali si richiede una tecnologia più costosa (quale quella dei flying spot scanners – vedi più sotto). Ma comunque offre una possibilità di trasferimento econonomica e di grande qualità ed e stata di fatto una delle cause del rinascimento della pellicola super8 in epoca digitale.

Potete vedere alcuni esempi di trasferimento frame-by-frame di passoridotto.org qui: https://passoridotto.org/video-samples/

TRASFERIMENTI A TRASCINAMENTO CONTINUO (Flying spot scan)

Al posto del trascinamento del film fotogramma per fotogramma che caratterizza i due metodi di trasferimento discussi fin qui, i flying spot scanners (solitamente identificati col nome della casa costruttrice- Rank, Cintel, ecc) trascinano la pellicola con un movimento continuo e fluido sopra un sensore fotosensibile (flying spot) che di fatto scannerizza il film. La suddivisione del film di nuovo in fotogrammi viene poi realizzata elettronicamente dalla macchina. L’assenza di intermittenza nel trascinamento della pellicola fa sì che queste macchine possano offrire la massima stabilità di immagine. Dobbiamo però anche tener conto che la stabilità dell’immagine filmica oltre che dagli strumenti di trasferimento dipende principalmente dalla precisione degli ingranaggi deputati al trascinamento intermittente della pellicola nella cinepresa, nel proiettore e nella macchina da stampa. Ora, mentre in molte cineprese 16 e 35 mm  il sistema di “pin registration” del fotogramma che governa l’apertura del diaframma, elimina quasi totalmente l’instabilità delle immagini, sfortunatamente non esiste alcun sistema del genere nelle cineprese super8. Questo determina la tendenza del film super8 ad una certa instabilità dell’immagine che per altro fa forse anche parte del suo charm. Ad ogni modo i flying spot scanners, se non possono risolvere questa instabilità di base dell’immagine super8, almeno non aggiungono ulteriore instabilità, ed in questo senso offrono il trasferimento dell’immagine filmica più stabile. Oltre a questo, questi scanner sono stati esplicitamente progettati per processare pellicole negative a colori escludendo la maschera arancione di queste pellicole nell’inversione dei colori. Esse hanno quindi grandi potenzialità per la correzione colore e l’elaborazione delle immagini e possono essere usate con ottimi risultati anche su pellicole fortemente sotto o sovra esposte, oppure per ridurre la visibilità della polvere o dei graffi o anche della grana dell’immagine, tutte cose per le quali gli altri metodi di trasferimento non sono indicati. Per poter far questo però, queste macchine devono essere operate da coloristi altrettanto dotati e che abbiano il tempo di lavorare accuratamente sulle immagini. Ne risulta che queste macchine sono estremamente costose non solo all’acquisto ma anche nell’utilizzo e per avere buoni risultati richiedono tempo e questo implica costi maggiori anche per il cliente, a tal punto che trasferimenti a basso costo con questo tipo di macchine non valgono probabilmente la pena. Mentre questo è probabilmente l’unico metodo di trasferimento che abbia valore per l’industria del film 16 e 35 mm, l’avvento del trasferimento fotogramma-per-fotogramma è stato invece una rivoluzione per il mondo del super8 che spesso si avvantaggia di costi e prezzi più bassi specialmente per le produzioni indipendenti.

Quest’articolo è stato tradotto dall’originale inglese che potete trovare sul sito di nano lab: https://www.nanolab.com.au/all_about_telecine.htm